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Caratteristiche di questo ambiente sono piante primitive, molto antiche: i muschi e i licheni.
Questi vegetali hanno potuto sopravvivere alla concorrenza di piante più evolute perché si sono rifugiate in questo ambiente ostile ad un organismo complesso e che invece è in grado di soddisfare le loro povere esigenze.
I muschi sono vegetali che non hanno un sistema di circolazione per l’acqua, cioè non trasportano l’acqua all’interno del loro corpo ma la utilizzano direttamente appena l’assorbono. Questo tatto impedisce una loro crescita verticale, mentre si estendono molto in larghezza cercando l’acqua e formando così quei tappeti vellutati che si incontrano facilmente in tutte le località tresche, umide ed ombrose.
I licheni, vegetali in grado di resistere bene alle basse temperature, sono un caratteristico caso di simbiosi. Si tratta di un’alga e di un fungo che vivono assieme sostenendosi nell’alimentazione e nella fotosintesi. Il fungo, che non è in grado di trasformare il Carbonio, lo prende già trasformato dalle piante verdi, nel caso del lichene lo prende dall’alga che vive con esso. L’alga dal canto suo riceve dal fungo l’acqua necessaria alla fotosintesi. Grazie a questa collaborazione, i licheni costituiscono una unica entità vivente, tanto che non è possibile tenere in vita le due parti separate neppure sperimentalmente in laboratorio.
La popolazione animale che vive nella Tundra artica è costituita da mandrie di erbivori come i Caribù, la Renna ed i Lemming, che vi compaiono però con migrazioni stagionali. Ben rappresentate nella Tundra sono le popolazioni di carnivori, strettamente legate però all’esistenza di erbivori: si trovano Lupi, Volpi ecc. Sono molti i Rettili e gli Anfibi, Il numero delle specie viventi, sia vegetali che animali, nelle tundre è molto ridotto: solo qualche centinaio rispetto alle 100.000 e più specie che vivono, ad esempio, nelle foreste tropicali. Questo fatto rende più facile lo studio dei rapporti tra le specie animali ed in genere delle interazioni ecologiche che avvengono nella tundra. Sono particolarmente interessanti i risultati degli studi che riguardano io equilibrio tra una specie erbivora, come i Caribù, ed una specie carnivora predatrice, i Lupi. I Lupi sono responsabili della scomparsa solo di una piccola parte della
popolazione erbivora; anzi, i loro attacchi eliminano i soggetti più deboli e meno adatti della mandria selezionando i capi migliori.
Si era così stabilito un equilibrio interno dell’ecosistema a cui pure partecipavano le popolazioni umane che vivevano nella tundra (Eschimesi, Lapponi ecc.). Esse cacciavano i Caribù solo a scopo alimentare. Eppure il numero di Caribù diminuiva costantemente. Si è calcolato che nel nord del Canadà il Caribò di tundra è passato dai 100 milioni dei tempi che precedettero la colonizzazione europea a 30 milioni nel 1911 ed a soli 2 milioni e mezzo nel 1938. Il governo canadese nel 1960 incaricò un biologo di studiare le cause di questa diminuzione. Questi scoprì che la diminuzione era dovuta esclusivamente all’azione dei cacciatori bianchi che decimavano i branchi per nutrire durante l’inverno i loro numerosi cani. Nonostante le prove portate da questo studioso, il governo preferì per ragioni economiche permettere l’avvelenamento sistematico delle popolazioni di Lupo artico ritenuto tradizionalmente responsabile della diminuzione dei Caribù. Andando così le cose, quando i lupi saranno scomparsi dall’ecosistema i Carìbù continuarono a diminuire a causa dei cacciatori che rimangono indisturbati. Inoltre i superstiti, se ve ne saranno, non saranno più così forti poiché verrà a mancare la selezione esercitata naturalmente
dai Lupi.

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